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Televisore, come sceglierlo?

Di Ultra solo la confusione

aggiornato al 23/11/19

Mi è capitato in questi giorni di aiutare un amico a scegliere il televisore nuovo, con l’idea di base di sfruttare un’offerta particolare di una grossa catena commerciale, cercando di capire se fosse un’offerta reale o se altri prodotti potessero essere migliori, magari al medesimo prezzo.

Ho capito che più dettagli e modelli si aggiungevano, più tutto risultava complicato da comprendere, al contrario di semplificare la scelta del televisore. Le schede tecniche nei vari negozi difficilmente aiutano l’acquisto, non chiariscono realmente la differenza fra un modello ed un altro, se non in base ai pollici e alla risoluzione.

I siti di informazione tecnologica poi sono spesso un’arma a doppio taglio, perché da un lato permettono di venire a conoscenza dei nuovi prodotti, da un altro il più delle volte di essere travolti da una terminologia tecnica o da tecnicismi spiegati in modo superficiale, creando una schiera di possibili acquirenti convinti di sapere di cosa si sta parlando, andando spesso a loro volta a consigliare i propri conoscenti.

Ho pensato quindi di fare una guida, semplificata il più possibile, per andare in contro a chi non è abituato a masticare i termini del settore e aiutare a districarsi nell’acquisto di un televisore. E’ espressamente orientata ai neofiti, di conseguenza per eventuali approfondimenti lasciatemi scritto nei commenti cosa vorreste in dettaglio o contattatemi direttamente.

Tanti prodotti, altrettante soluzioni

Inizio con una domanda semplice … per cosa verrà usato il televisore?

Può sembrare banale, ma credetemi tanti comprano TV da migliaia di euro per poi guardarsi probabilmente solo i canali del digitale terrestre, spesso neanche vicini ad essere dichiarati HD.

Quando compro un prodotto di questo tipo cerco sempre di trovare la soluzione migliore in fatto di possibilità di utilizzo, perché sono amante della tecnologia e mi appassiono ad ogni sua sfaccettatura. Molti probabilmente hanno un’idea più precisa di ciò che cercano o più che altro conoscono bene le proprie routine quotidiane.

Lo userete solo per guardare la TV? I film? In streaming o Bluray? Per giocare?

Cerco di semplificarla nel modo più semplice possibile:

  • Solo TV DVB (digitale terrestre): orientatevi ad un buon Full HD, questo perché sul digitale terrestre sarà impossibile vedere programmi oltre a questa risoluzione nei prossimi anni. Per fortuna per legge dal 2017 tutti i negozi sono obbligati a vendere televisori con DVB-T2 h265, di conseguenza sarete già pronti al prossimo switch off (che se va bene sarà nel 2022). Il discorso HDR è più “complicato”, nel senso che tecnicamente l’HLG dovrebbe portare questa tecnologia anche su questo tipo di trasmissioni, ma tutto è bel lontano dall’essere realmente applicato nel nostro paese.
  • TV DVB e satellite: abbonamenti come Sky ora integrano eventi anche in Ultra HD e HDR (es. F1), di conseguenza sarà necessario orientarsi verso una TV che supporti entrambi i formati. La televisione dovrà supportare l’HDR10. Anche la RAI ad esempio ha un canale dove mostra alcuni programmi particolari in Ultra HD. Tutti i televisori di adesso integrano decoder DVB-T2 h265 (digitale terrestre) e DVB-S2 (satellite), in questo ultimo caso però per vedere gli stessi canali del digitale dovrete acquistare la CAM e la tessera tivùsat, per poter usufruire della risoluzione Ultra HD dovrete orientarvi verso la versione tivùsat 4k Ultra HD.
  • Streaming: in questo caso c’è da considerare il tipo di streaming, se via app nativa, via Chromecast o via browser tramite un PC. L’esperienza d’uso dell’app dedicata (vedi Netflix o Amazon Prime Video) può variare molto dal sistema operativo che integra il televisore.

    Sistemi come Tizen di Samsung o Android TV (presente su molte TV, es. i Sony), permettono un’esperienza d’uso giornaliera, sui vari fronti, più che semplificata e comoda. webOS di LG è maturato molto, ma al tempo stesso ha ancora alcune difficoltà a confronto dei già citati. Firefox OS, presente sui Panasonic, purtroppo non ha avuto quell’evoluzione che ci si aspettava, anche se in ogni caso riesce a gestire abbastanza bene la qualità dei televisori di quel marchio.

    Per fortuna ora moltissimi modelli di TV integrano di base il Chromecast, dando possibilità quindi di continuare a sfruttare le nuove tecnologie tramite lo smartphone per quando la TV non sarà più aggiornata.
    Ricordatevi che il televisore deve essere certificato Netflix per poter vedere i contenuti alla massima qualità, altrimenti andrà in SD, cioè in bassa definizione (sempre se non si usa un Chromecast collegato esternamente, esso è certificato per i contenuti HD).

    Se invece siete orientati solamente allo streaming via browser sappiate che ormai quasi tutti i TV permettono il cast via rete, ad esempio da Chrome potrete inviare quello che state guardando, in modo da evitare di collegare direttamente PC o portatile al televisore.

  • Gaming: qui dipende molto dalla piattaforma che state utilizzando, attualmente come console solamente PS4 Pro e One X supportano l’Ultra HD nel gaming (da non confondere con la visione dei Bluray in Ultra HD possibile anche con la One S, oltre che alla X), mentre PS4 e One/S arrivano in gioco solamente al Full HD. Il discorso invece è molto più vario se giocate con un PC, in questo caso tutto dipende dal vostro hardware, anche se per giocare in Ultra HD sono necessarie specifiche abbastanza spinte.

    Se siete giocatori con alte richieste, soprattutto sul multiplayer frenetico, vi farà comodo scegliere un televisore con un basso tempo di risposta (espresso in ms, che nei monitor da PC sono spesso sotto i 7, estremamente difficili da trovare sui televisori), con un refresh alto (alcuni arrivano anche a 120Hz, ma solitamente in Ultra HD è a 60Hz) e con un HDMI Arc, cioè una porta capace di comunicare in entrambe le direzioni, utile nel caso di collegamento ad una consolle (es. il poter controllarla tramite il telecomando della TV).

  • Bluray e Bluray Ultra HD: riassumendola nel modo più semplice possibile differiscono principalmente per la risoluzione, i primi arrivano fino al Full HD mentre i secondi all’Ultra HD. In realtà i tecnicismi dietro a questi due formati sono moltissimi, il salto è stato particolarmente marcato fra Bluray e Bluray Ultra HD, tale che per sfruttare questi ultimi al massimo le richieste sono abbastanza alte, sia lato video che audio.

    Se siete interessati ai primi (sicuramente molto più presenti sul mercato), allora vi basterà un televisore Full HD, magari buono in modo da sfruttare completamente la qualità video. Al contrario avrete bisogno di un signor televisore, capace di riprodurre in pieno la qualità video richiesta … in questi casi i prezzi però salgono e anche parecchio …
    La certificazione Ultra HD Premium era stata creata per racchiudere tutti i televisori capaci di riprodurre fedelmente ciò che un formato video del genere riusciva ad offrire, purtroppo però non tutti i marchi hanno adottato questo bollino, di conseguenza per potervi godere al massimo un Bluray Ultra HD avrete bisogno di un televisore con queste caratteristiche: risoluzione Ultra HD, HDR con un picco di luminosità di 1000nit ed un livello di nero inferiore a 0,05 nit (consigliata la compatibilità con Dolby Vision), pannello a 10bit con supporto allo spazio colore il BT.2020 capace di coprire almeno il 90% dello standard DCI P3. A livello audio dovrete avere un amplificatore e un set di casse capace di sfruttare il Dolby Atmos o il DTS:X. Questo ovviamente per avere la massima resa, ciò no vi vieta di guardare un Bluray Ultra HD anche su una televisione ben lontana da questi standard.
    Attualmente il lettore Bluray Ultra HD più economico e versatile è sicuramente la XBOX One S.

E’ ovvio che questi sono alcuni dei vari scenari possibili, forse quelli più frequenti, di conseguenza se fate più cose fra quelle riportate dovrete arrivare ad un punto di incontro fra le varie richieste, budget e interesse personale.



Le dimensioni contano?

Cerchiamo ora di capire un altro punto principale: quanto deve essere grande la TV?

Vedo tante persone che arrivano a sconsigliare l’Ultra HD per presa di posizione, con calcoli alle volte abbastanza assurdi … è ovvio che su un 32″ a una distanza di 3 metri sicuramente si avranno grosse difficoltà a vedere la differenza fra Full HD e Ultra HD, ma si tratta di un caso limite.

Personalmente mi baso più su come si andrà ad utilizzare, discorso affrontato nella prima parte, al quale applico questa semplice “formula” riportata sul sito di TCL (uno dei principali produttori di pannelli LCD):

Risoluzione del televisoreHD TV (1366×768)Full HD TV (1920×180)Ultra HD TV (3840×21608)
Distanza raccomandata3,9 X Diagonale dello schermo2,6 X Diagonale dello schermo1,3 X Diagonale dello schermo

Di conseguenza:

Distanza dalla TVRisoluzione
HD ReadyFull HDUltra HD
Tra 1 e 1,5 metri19″ a 24″40″ a 46″
Tra 1,5 e 2 metri19″26″ a 32″46″ a 55″
Tra 2 e 3 metri24″ a 32″32″ a 46″60″ a 85″
Tra 3 e 4 metri32″ a 40″46″ a 55″110″

Come è possibile notare alla risoluzione Ultra HD sono associati televisori di polliciaggio superiore, questo perché la risoluzione elevata permette di usare grandi formati mantenendo alta la qualità di visione.
Non fatevi spaventare da queste dimensioni, oggi giorno le cornici sono ridotte all’osso e facilmente un televisore da 50″ risulta meno ingombrante di una misura inferiore di qualche anno fa, oltre al fatto che a scendere sotto questa grandezza trovare modelli con un buon rapporto prezzo/qualità è esponenzialmente più complicato.



E’ il momento, si scende nei dettagli …

A questo punto è necessario però fermarsi su alcuni tecnicismi, questo perché al di là della marca stessa, che spesso fa buona parte del motivo per cui una persona sceglie una TV, ci sono una serie di specifiche che differenziano realmente un televisore da un altro.

Cercherò di spiegarlo nel modo più semplice possibile, in modo da darvi una base per saper interpretare i dettagli tecnici che troverete nelle varie schede tecniche.

Lato software abbiamo visto che esistono vari sistemi operativi, l’unico utilizzato su televisori di diversa marca è Android TV, che si basa su Android di Google. Le altre marche invece utilizzano sistemi proprietari e ognuno da esperienze e compatibilità diverse.

Attualmente le esperienze migliori si hanno sui Samsung con Tizen e su Android TV (es. Sony, TCL, ecc.), a seguire WebOS di LG, ma solo nelle ultime versioni. Purtroppo altri marchi su questo lato lasciano ancora abbastanza a desiderare, anche se la situazione è molto più rosea di alcuni anni fa.

Bisogna sempre considerare che col Chromecast (integrato o preso a parte) è possibile bypassare il sistema di base, non per qualsiasi operazione ma almeno per usufruire dei servizi di streaming nel migliore dei modi, andando a sfruttare lo smartphone, il tablet, il PC, ecc. per poter inviare flussi di streaming alla TV.

Il pannello

Parliamo di hardware, partiamo dal pannello. I televisori LCD sono formati da un pannello, dove passano le immagini e da una retroilluminazione, che permette di illuminare ciò che viene trasmesso dal pannello. Per intendere immaginate la lavagna luminosa con le schede trasparenti poste sopra, un LCD funziona sostanzialmente con lo stesso meccanismo, dove le schede sono il pannello e la lavagna luminosa è la retroilluminazione.

Negli anni passati questa illuminazione era fatta da lampade CCFL, ora sostituite dai LED, con una luminosità maggiore e un consumo minore.

Per quante marche di TV esistono in realtà i pannelli vengono prodotti solo da alcune, ecco i principali:

A seguire ci sono altri produttori che hanno quote più piccole, senza dimenticare che le marche qui sopra a loro volta hanno altri marchi sottostanti.

Può sembrare paradossale, ma un pannello ad esempio LG può avere risultati peggiori su un loro modello piuttosto che su un’altra marca che lo utilizza sui propri prodotti, questo perché dipende molto dall’elettronica applicata e dal tipo di retroilluminazione (l’esempio più palese è con gli OLED, dove LG è il produttore di riferimento ma con modelli di altre marche che con elettronica migliore hanno mostrato risultati di maggior qualità).

I pannelli a loro si sviluppano in diverse tipologie, oggi giorno troviamo principalmente i TN, gli IPS e i VA. Molte volte questo dato è indicato, purtroppo capita anche di non trovarlo, la tipologia però può fare una grossa differenza a livello di colori e qualità dell’immagine.

Nella maggior parte dei casi sono IPS, questo permette di avere una buona risultate cromatica, anche se la problematica principale di questa tipologia è un nero non molto marcato e un angolo di visione più ristretto. I TN si trovano molto nei monitor per PC e nei televisori di piccolo taglio a basso budget, paradossalmente sono ideali per videogiocare dato che hanno un tempo di risposta spesso molto basso (arrivano anche a 1ms), ma sicuramente non sono consigliati per vedere film e godersi l’immagine.

I VA dovrebbero essere quella via di mezzo, moltissimi televisori in vendita ne sono dotati, esso unisce i lati positivi di entrambe le tecnologie. Negli ultimi anni stanno pian piano sostituendo gli IPS.

Ci sono poi i QLED, nome creato ad hoc dalla Samsung per chiamare un sistema di retroilluminazione LED, applicato a pannelli TN, IPS o VA. Guardandola con malignità e considerando il mercato, questa nomenclatura ha sempre ricordato gli OLED, anche se ben distante come tecnologia. Questo è un sistema di filtraggio della retroilluminazione sul pannello, non rientra quindi nella tipologia degli stessi.

Ci sono poi in fine gli OLED, questa tecnologia grazie a LG ha avuto una crescita letteralmente esponenziale e ad oggi è possibile acquistare un televisore di questo tipo anche sotto i €1.000. Sono il meglio a disposizione?
Dipende dal vostro uso … gli OLED sono una tecnologia parallela agli LCD, in questo caso non c’è una retroilluminazione ma è il pannello stesso ad illuminarsi, permettendo di conseguenza anche un nero totale. Il rovescio della medaglia è che attualmente i picchi di luminosità degli LCD sono molto lontani dagli OLED (essenziali per avere un ottimo HDR) e soprattutto il problema dell’effetto burn in, ovvero che a lasciare un’immagine per molto tempo sulla TV (dai test effettuati si parla di tante ore sempre con lo stesso logo), potrebbe segnare definitivamente il pannello.
La cosa certa però è che alcuni OLED, soprattutto i prodotti di fascia alta, visti dal vivo lasciano stupefatti per la qualità dei colori.

Di tutti questi bisogna fare attenzione che siano a 10 bit (solitamente se HDR lo sono), quelli nativi ancora meglio anche se tanti in commercio sono 8bit+FRC, differenza quasi impercettibile per il nostro occhio.



La retroilluminazione

Passiamo quindi al sistema di retroilluminazione, questo varia molto in base al budget e alla grandezza del televisore, infatti versioni superiori ai 60″ solitamente hanno sistemi migliori e più complessi, grazie anche allo spazio a disposizione.

Solitamente nei modelli più economici è facile trovare una versione LED edge, ovvero con strisce LED poste ai bordi del televisore.

Al contrario un sistema full LED avrà una serie di strisce per tutto il pannello, con un numero di LED che può variare enormemente.

Led Edge
Full Edge

Si capisce che in questo caso la luminosità risultante potrà cambiare di molto fra un sistema ed un altro, soprattutto quando si parla di HDR dove avere un picco di luminosità alta oltre che una distribuzione su vari punti dello schermo può dare un risultato ben diverso.

E’ veramente difficile trovare questo dato tecnico riportato sulle schede dei supermercati, anche perché sarebbe altrettanto complesso spiegarne il suo significato, considerando il percorso che abbiamo fatto per arrivare a questo punto.

Un televisore full LED avrà nella maggior parte dei casi un risultato migliore, considerando il numero maggiore di punti di luce presenti … ma tutto questo deve essere controllato, ecco che interviene il local dimming.

Si, le cose si complicano … tutti questi LED, per restituire un risultato più realistico (soprattutto se si parla di HDR) devono variare di intensità o accendersi/spegnersi in zone diverse durante la riproduzione, nel caso una scena abbia un punto d’ombra/di nero o per dare più luminosità in un punto di luce.

Ed ecco che interviene il local dimming, un sistema di gestione delle varie zone della “griglia” di LED posta a retroilluminare il pannello. Più è sofisticato e più zone di controllo ci saranno, possiamo avere 16 zone come anche 500, tutto dipende dal modello e dalla sua qualità/complessità.

E’ ovvio che non troveremo mai un modello nuovo sui 50″ con 500 zone di controllo, se non magari fra qualche anno (sempre se gli OLED non saranno scesi drasticamente di prezzo nel frattempo).

Il local dimming però non è presente solamente nei full LED, ma è possibile trovarlo anche nei LED edge, proprio perché i LED per loro natura possono essere controllati singolarmente. Ovviamente in questo caso il risultato sarà solo a fasce verticali e/o orizzontali, un sistema più semplificato diciamo.

Per quanto riguarda gli OLED, come specificato prima, non esiste una retroilluminazione, è il pannello stesso ad “illuminarsi”. Un effetto di ciò è appunto il nero totale e anche la possibilità di realizzarli con uno spessore sottilissimo.



HDR

A questo punto dovreste avere più o meno le basi per iniziare a capire, almeno in modo approssimato, cos’è l’HDR e perché sta prendendo tanto piede.

L’High Dynamic Range nei video permette di avere come risultante un’immagine con un’elevata gamma dinamica, simile a quello che i nostri occhi riuscirebbero a percepire dal vivo (questo al di là degli effetti applicati al film in particolare). Di conseguenza è possibile mostrare scene buie dove le zone scure non vengono oscurate completamente, così come scene molto luminose senza bruciare l’immagine. Il mix di tipo di retroilluminazione, picco di luminosità e qualità del pannello rendono l’esperienza HDR ancora più coinvolgente.

Attualmente hanno preso piede principalmente due formati HDR, cioè l’HDR10 e il Dolby Vision. Differiscono semplicemente per una caratteristica, il primo ha una correzione HDR uguale per tutto il video, il secondo è in grado di gestire i metadati e quindi andare a variare la correzione dell’HDR di scena in scena. L’evoluzione dell’HDR10 è l’HDR10+, capace anche lui di gestire i metadati dinamici, ma al momento è stato meno applicato rispetto al Dolby Vision.

Per quanto riguarda le trasmissioni TV arriverà l’HLG, che permetterà di trasmettere un canale sia in SD che in HD, compreso di HDR (sempre come HDR10), in modo da ottimizzare il flusso e permettere di gestire meglio le frequenze.

Attualmente è molto difficile trovare una TV compatibile con tutti questi formati, solitamente quando si parla di HDR si tratta di HDR10, questo perché il Dolby Vision richiede delle royalty da pagare al marchio Dolby per il suo utilizzo (Netflix ad esempio è compatibile anche con il Dolby Vision).

L’HDR per essere sfruttato a pieno richiede però un picco di luminosità della retroilluminazione entro certi valori, questo è espresso in nit e può arrivare fino anche a 2000 (inteso come picco per un tempo tot). Le TV low budget si trovano su cifre prossime ai 400, il minimo per l’HDR. Un valore ideale sarebbe sicuramente superiore al 1000.



Ingressi video

Arriviamo a questo punto a parlare degli ingressi video, molti di quelli delle vecchie generazioni non sono più presenti sui televisori attuali, entrate come la SCART, il composito, il component, la VGA è difficile trovarli, per via del fatto che è stato tutto orientato all’HDMI, con la possibilità di gestire tutto con un unico cavo e il HDCP.

Questo ultimo altro non è che un sistema di protezione hardware del copyright, in poche parole tutto ciò che fa da tramite alla visione di un contenuto protetto da copyright (es. Bluray) deve essere compatibile con lo standard HDCP. Il lettore, il cavo, il televisore, ecc., altrimenti non potrete visualizzarlo.

In realtà la Display Port è sempre stata avanti tecnologicamente all’HDMI, ma si è diffusa esclusivamente sui monitor per PC.

Attualmente la versione più recente di HDMI è la 2.1, ma al contrario delle vecchie versioni ad oggi è ancora difficile trovare un televisore equipaggiato con essa. Ciononostante la Xbox One X attualmente è già compatibile con la 2.1.

Ma perché è importante sapere la versione dell’HDMI delle varie porte?

Bisogna saperlo per capire la compatibilità che una determinata versione permette, dato che una 1.4b permetterà un flusso diverso da una 2.0b, soprattutto in termini di Ultra HD. Non è detto che tutte le HDMI di un televisore abbiano lo stesso standard, può essere che solo una di esse abbia l’ultimo, mentre le altre permettano una versione inferiore.

Dal mio punto di vista bisognerebbe sempre affiancare un amplificatore audio capace di gestire anche il segnale video, in modo da usarlo anche come “hub” per i vari ingressi e poter uscire quindi con un’unica HDMI verso la TV.

Ricordate che l’HDMI è comunque retrocompatibile, esempio se avete una 360 o una PS3 potrete collegarle senza problemi ad una porta HDMI 2.0b. Al contrario collegare una One X o una PS4 Pro ad una vecchia TV con una HDMI 1.4b vi creerà alcune limitazioni (es. risoluzione), senza impedirne però il funzionamento.



Conclusioni

Arrivati a questo punto dovreste avere un’idea un po’ più chiara di cosa compone un televisore e in base a cosa sceglierlo realmente. Avrete capito che è un mondo molto complesso, che ho cercato di semplificare il più possibile, ma che se ben capito può permettervi di sfruttare a fondo la vostra TV.

Sicuramente sono molti dettagli, impossibili il più delle volte da considerare nella loro interezza, anche perché modelli con un buon rapporto prezzo/qualità che racchiudano tutte queste tecnologie sono rari, soprattutto considerando il proprio limite di budget.

Sulla parte audio non mi soffermo in questo contesto, sono un amante degli impianti audio e per me le casse di base sono giusto per vedere la TV, le soundbar non le neanche in considerazione. Un bel televisore ha bisogno di un altrettanto buono amplificatore e un set almeno 5.1, altrimenti l’esperienza d’uso non può definirsi completa, dal mio punto di vista.



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