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Televisore, come sceglierlo?

Di Ultra solo la confusione

Mi è capitato in questi giorni di aiutare un amico a scegliere il televisore nuovo, l’idea di base che aveva era di sfruttare un’offerta particolare di una grossa catena commerciale, sapere se fosse un’offerta reale o se altri prodotti potessero essere migliori, magari al medesimo prezzo.

Ho capito che più dettagli e modelli si aggiungevano, più tutto diventava complicato da comprendere, invece di semplificare la scelta del televisore. Le schede tecniche nei vari negozi difficilmente aiutano l’acquisto, non chiariscono realmente la differenza fra un modello ed un altro, se non in base ai pollici e alla risoluzione.

I siti di informazione tecnologica spesso poi sono un’arma a doppio taglio, perché da un lato permettono divenire a conoscenza dei nuovi prodotti, ma da un altro il più delle volte di essere travolti da una terminologia tecnica o da tecnicismi spiegati in modo complesso, creando una schiera di possibili acquirenti convinti di sapere di cosa si sta parlando, andando spesso a loro volta a consigliare i propri conoscenti.

Ho pensato quindi di fare una guida, semplificata il più possibile, per andare in contro a chi non è abituato a masticare i termini del settore e aiutare a districarsi nell’acquisto di un televisore. E’ espressamente orientata ai neofiti, di conseguenza per eventuali approfondimenti lasciatemi scritto nei commenti cosa vorreste in particolare o contattatemi direttamente.

Tanti prodotti, altrettante soluzioni

Inizio con una domanda semplice … per cosa verrà usato il televisore?

Può sembrare banale, ma credetemi tanti comprano TV da migliaia di euro per poi guardarsi probabilmente solo i canali del digitale terrestre, spesso neanche vicini ad essere dichiarati HD.

Quando compro un prodotto di questo tipo cerco sempre di trovare la soluzione migliore in fatto di possibilità di utilizzo, perché sono amante della tecnologia e mi appassiono ad ogni sua sfaccettatura. Molti probabilmente hanno un’idea più precisa di ciò che cercano o più che altro conoscono bene le proprie routine quotidiane.

Lo userete solo per guardare la TV? I film? In streaming o Bluray? Per giocare?

Cerco di semplificarla nel modo più semplice possibile:

  • Solo TV DVB (digitale terrestre): orientatevi ad un buon Full HD, dato che sul digitale terrestre sarà impossibile vedere programmi oltre a questa risoluzione nei prossimi anni. Per fortuna per legge dal 2017 tutti i negozi sono obbligati a vendere televisori con DVB-T2 h265, di conseguenza sarete già pronti al prossimo switch off (che se va bene sarà nel 2022). Il discorso HDR è più “complicato”, nel senso che tecnicamente l’HLG dovrebbe portare questa tecnologia anche su questo tipo di trasmissioni, ma tutto è bel lontano dall’essere realmente applicato nel nostro paese.

  • TV DVB e satellite: abbonamenti come Sky ora integrano eventi anche in Ultra HD e HDR (es. F1), di conseguenza sarà necessario orientarsi verso una TV che supporti entrambi i formati. La televisione dovrà supportare l’HDR10. Anche la RAI ad esempio ha un canale dove mostra alcuni programmi particolari in Ultra HD, è ovvio che se non avete abbonamenti a pagamento a questo punto potrete comunque orientarvi ad un Full HD per risparmiare. Tutti i televisori di adesso integrano decoder DVB-T2 h265 (digitale terrestre) e DVB-S2 (satellite), in questo ultimo caso però per vedere gli stessi canali del digitale dovrete acquistare la CAM e la tessera tivùsat.

  • Streaming: in questo caso c’è da considerare il tipo di streaming, se via app nativa o via browser tramite un PC. L’esperienza d’uso dell’app dedicata (vedi Netflix o Amazon Prime Video) può variare molto dal sistema operativo che integra il televisore.

    Sistemi come Tizen di Samsung o Android TV (presente su molte TV, es. i Sony), permettono un’esperienza d’uso giornaliera, sui vari fronti, più che semplificata e comoda. webOS di LG è maturato tanto, ma al tempo stesso ha ancora qualche difficoltà a confronto dei già citati. Firefox OS, presente sui Panasonic, purtroppo non ha avuto quell’evoluzione che ci si aspettava, anche se in ogni caso riesce a gestire abbastanza bene la qualità dei televisori di quel marchio.

    Per fortuna adesso moltissimi modelli di TV integrano di base il Chromecast, dando possibilità quindi di continuare a sfruttare le nuove tecnologie tramite lo smartphone per quando la TV non sarà più aggiornata.
    Ricordatevi che il televisore deve essere certificato Netflix per poter vedere i contenuti alla massima qualità, altrimenti andrà in SD, cioè in bassa definizione (sempre se non si usa un Chromecast collegato esternamente).

    Se invece siete orientati solamente allo streaming via browser sappiate che ormai quasi tutti i TV permettono il cast via rete, ad esempio da Chrome potrete inviare quello che state guardando, in modo da evitarvi di collegare direttamente PC o portatile al televisore.

  • Gaming: qui dipende molto dalla piattaforma che state utilizzando, attualmente come console solamente PS4 Pro e One X supportano l’Ultra HD nel gaming (da non confondere con la visione dei Bluray in Ultra HD possibile anche con la One S), mentre PS4 e One/S arrivano in gioco solamente al Full HD. Il discorso invece è molto più vario se giocate con un PC, in questo caso tutto dipende dal vostro hardware, anche se giocare in Ultra HD richiede specifiche abbastanza avanzate.

    Se siete giocatori con alte richieste, soprattutto sul multiplayer frenetico, vi farà comodo scegliere un televisore con un basso tempo di risposta (espresso in ms, che nei monitor da PC sono spesso sotto i 7,estremamente difficile da trovare sui televisori), con un refresh alto (alcuni arrivano anche a 120Hz, ma solitamente in Ultra HD è a 60Hz) e con un HDMI Arc, cioè una porta capace di comunicare in entrambe le direzioni, utile nel caso di collegamento ad una console (es. il poter controllarla tramite il telecomando della TV).

  • Bluray e Bluray Ultra HD: riassumendola nel modo più semplice possibile differiscono principalmente per la risoluzione, i primi fino arrivano fino al Full HD mentre i secondi fino all’Ultra HD. In realtà i tecnicismi dietro a questi due formati sono moltissimi, il salto è particolarmente marcato fra Bluray e Bluray Ultra HD, tale che per sfruttare questi ultimi le richieste abbastanza alte, sia lato video che audio.

    Se siete interessati ai primi (sicuramente molto più presenti sul mercato), allora vi basterà un televisore Full HD, magari buono in modo da sfruttare al massimo la qualità video. Al contrario avrete bisogno di un signor televisore, capace di riprodurre in pieno la qualità video richiesta … in questi casi i prezzi però salgono e anche parecchio …
    La certificazione Ultra HD Premium era stata creata per racchiudere tutti i televisori capaci di riprodurre fedelmente ciò che un formato video del genere riusciva ad offrire, purtroppo però non tutti i marchi hanno adottato questo bollino, di conseguenza per potervi godere al massimo un Bluray Ultra HD avrete bisogno di un televisore con queste caratteristiche: risoluzione Ultra HD, HDR con un picco di luminosità di 1000nit ed un livello di nero inferiore a 0,05 nit (consigliata la compatibilità con Dolby Vision), pannello a 10bit con supporto allo spazio colore il BT.2020 capace di coprire almeno il 90% dello standard DCI P3. A livello audio dovrete avere un amplificatore e un set di casse capace di sfruttare il Dolby Atmos o il DTS:X.
    Attualmente il lettore Bluray Ultra HD più economico e versatile è sicuramente la XBOX One S.

E’ ovvio che questi sono alcuni dei vari scenari possibili, forse quelli più frequenti, di conseguenza se fate più cose fra quelle riportate dovrete arrivare ad un punto di incontro fra le varie richieste, budget e interesse personale.

Le dimensioni contano?

Cerchiamo ora di capire un altro punto principale: quanto deve essere grande la TV?

Vedo tante persone che arrivano a sconsigliare l’Ultra HD per presa di posizione, con calcoli alle volte abbastanza assurdi … è ovvio che su un 32″ a una distanza di 3 metri sicuramente si avranno grosse difficoltà a vedere la differenza fra Full HD e Ultra HD, ma si tratta di un caso limite.

Personalmente mi baso più su ciò che si andrà ad utilizzare, discorso affrontato poco fa, al quale applico questa semplice “formula” riportata sul sito di TCL (uno dei principali produttori di pannelli LCD):

Risoluzione del televisore HD TV (1366×768) Full HD TV (1920×180) Ultra HD TV (3840×21608)
Distanza raccomandata 3,9 X Diagonale dello schermo 2,6 X Diagonale dello schermo 1,3 X Diagonale dello schermo

 

Di conseguenza:

Distanza dalla TV Risoluzione
HD Ready Full HD Ultra HD
Tra 1 e 1,5 metri 19″ a 24″ 40″ a 46″
Tra 1,5 e 2 metri 19″ 26″ a 32″ 46″ a 55″
Tra 2 e 3 metri 24″ a 32″ 32″ a 46″ 60″ a 85″
Tra 3 e 4 metri 32″ a 40″ 46″ a 55″ 110″

 

Come è possibile notare alla risoluzione Ultra HD sono associati televisori di polliciaggio superiore, questo perché essendo così alta la risoluzione è possibile usare grandi formati mantenendo alta la qualità divisione.
Non fatevi spaventare da queste dimensioni, oggi giorno le cornici sono ridotte all’osso e facilmente un televisore da 50″ risulta più piccolo di quanto si possa immaginare, oltre al fatto che scendere sotto questa grandezza risulta di gran lunga più complesso sia trovare modelli che avere un buon rapporto prezzo/qualità, andando a pagare in proporzione di più per tagli minori.

E’ il momento, si scende sui dettagli …

A questo punto è necessario però scendere su alcuni tecnicismi, questo perché al di là della marca stessa, che spesso fa buona parte del motivo per cui una persona sceglie una TV, ci sono una serie di dettagli che differenziano realmente un televisore da un altro.

Cercherò di spiegarlo nel modo più semplice possibile, in modo da darvi una base per almeno interpretare i dettagli tecnici che vi troverete davanti.

Lato software abbiamo visto che esistono vari sistemi operativi, l’unico utilizzato su televisori di diversa marca è Android TV, che si basa su Android di Google. Le altre marche invece utilizzano sistemi proprietari e ognuno da esperienze e compatibilità diverse.

Attualmente le esperienze migliori si hanno sui Samsung con Tizen e su Android TV (es. Sony, TCL, ecc.), a seguire WebOS di LG, ma solo nelle ultime versioni. Purtroppo altri marchi su questo lato lasciano ancora abbastanza a desiderare, anche se la situazione è molto più rosea di alcuni anni fa.

Bisogna sempre considerare che col Chromecast (integrato o preso a parte) è possibile bypassare il sistema di base, non per qualsiasi operazione ma almeno per usufruire dei servizi di streaming nel migliore dei modi.

Il pannello

Parliamo di hardware, partiamo dal pannello. I televisori LCD sono formati da un pannello, dove passano le immagini edauna retroilluminazione, che appunto permette di illuminare ciò che viene trasmesso al pannello.Per intendere immaginate la lavagna luminosa con le schede trasparenti poste sopra, un LCD funziona sostanzialmente con lo stesso meccanismo, dove leschedesono il pannello e la lavagna luminosa è la retroilluminazione.

Negli anni passati questa illuminazione era fatta da lampade CCFL, ora sostituite dai LED,con una luminosità maggiore e un consumo minore.

Per quante marche di TV esistono in realtà i pannelli vengono prodotti solo da alcune, ecco i principali:

A seguire ci sono altri produttori che hanno quote più piccole, senza dimenticare che le marche qui sopra a loro volta hanno altri marchi sottostanti.

Può sembrare paradossale, ma un pannello ad esempio LG può avere risultati peggiori su un televisore di quella marca piuttosto che su un’altra che lo utilizza sui propri prodotti, questo perché dipende molto dall’elettronica applicata e dal tipo di retroilluminazione.

I pannelli a loro si sviluppano in diverse tipologie, oggi giorno troviamo principalmente i TN, gli IPS e i VA. Molte volte questo dato è indicato, purtroppo capita anche di non trovarlo, la tipologia però può fare una grossa differenza a livello di colori e qualità dell’immagine.

Nella maggior parte dei casi sono IPS, questo permette di avere una buona risultate cromatica, anche se la problematica principale di questa tipologia è un nero non molto marcato e un angolo di visione più ristretto. I TN si trovano molto nei monitor per PC e nei televisori di piccolo taglio a basso budget, paradossalmente sono ideali per videogiocare dato che hanno un tempo di risposta spesso molto basso (arrivano anche a 1ms), ma sicuramente non sono ideali per vedere film e godersi l’immagine.

I VA dovrebbero essere quella via di mezzo, moltissimi televisori in vendita ne sono dotati, esso unisce i lati positivi di entrambe le tecnologie, anche se solitamente non raggiungono la qualità cromatica dei migliori IPS.

Di tutti questi bisogna fare attenzione che siano a 10 bit (solitamente se HDR lo sono), quelli nativi ancora meglio anche se tanti in commercio sono 8bit+FRC, differenza quasi impercettibile per il nostro occhio.

Degli OLED al momento non parlerò, dato che si tratta di una tecnologia con costi ancora elevati e non completamente esente da problematiche,iniziando anche a pensare che l’effetto wow da centro commerciale possa svanire molto velocemente nell’utilizzo quotidiano. Ricordate però che l’OLED è una tecnologia completamente diversa dagli LCD, non confrontabile completamente.

Non confondeteli però con i QLED, nome inventato ad hoc dalla Samsung per chiamare un sistema di retroilluminazione LED, applicato a pannelli TN, IPS o VA,chiamato così probabilmente per confondere l’utenza con gli OLED.

La retroilluminazione

Passiamo quindi al sistema di retroilluminazione, questo varia molto in base al budget e alla grandezza del televisore, infatti versioni superiori ai 60″ solitamente hanno sistemi migliori e più complessi, grazie anche allo spazio a disposizione.

Anche se la tendenza sta cambiando, solitamente nei modelli più economici è facile trovare unaversione LED edge, ovvero con strisce LED poste ai bordi del televisore (spesso un paio poste bordo sopra e sotto).

Al contrario un sistema full LED avrà una serie di strisce per tutto il pannello, con un numero di LED che può variare enormemente.

Led EdgeFull Edge

Si capisce che in questo caso la luminosità risultante potrà cambiare di molto fra un sistema ed un altro, soprattutto quando si parla di HDR dove avere un picco di luminosità alta oltre che una distribuzione su vari punti dello schermo può dare un risultato ben diverso.

E’ veramente difficile trovare questo dato tecnico riportato sulle schede dei supermercati, anche perché sarebbe altrettanto complesso spiegarne il suo significato, considerando il percorso che abbiamo fatto per arrivare a questo punto.

Un televisore full LED avrà nella maggior parte dei casi un risultato migliore, considerando il numero maggiore di punti di luce presenti … ma tutto questo deve essere controllato, ecco che interviene il local dimming.

Si, le cose si complicano … tutti questi LED, per restituire un risultato più realistico (soprattutto se si parla di HDR) devono variare di intensità in zone diverse durante la riproduzione, nel caso una scena abbia un punto d’ombra/di nero o per dare più luminosità in un punto di luce.

Ed ecco che interviene il local dimming, unsistema di gestione delle varie zone della “griglia” di LED posta a retroilluminare il pannello. Più è sofisticato e più zone di controllo ci saranno, possiamo avere 16 zone come anche 500, tutto dipende dal modello e dalla sua qualità/complessità.

E’ ovvio che non troveremo mai un modello nuovo sui 50″ con 500 zone di controllo, se non magari fra qualche anno (sempre se gli OLED non saranno scesi drasticamente di prezzo nel frattempo).

Questo è un altro dettaglio che difficilmente troverete nelle schede presenti nei negozi, sono tecnicismi che purtroppo si trovano spesso soltanto nelle recensioni, le marche stesse non sempre rivelano questi dettagli.

Il local dimming però non è presente solamente nei full LED, ma è possibile trovarlo anche nei LED edge, proprio perché i LED per loro natura possono essere controllati singolarmente. Ovviamente in questo caso il risultato sarà solo a fasce verticali e/o orizzontali, un sistema più semplificato diciamo.

HDR

A questo punto avete più o meno le basi per iniziare a capire, almeno in modo approssimato, cos’è l’HDR e perché sta prendendo tanto piede.

L’High Dynamic Range nei video permette di avere come risultante un’immagine con un’elevata gamma dinamica, con un risultato similare a quello che i nostri occhi riuscirebbero a percepire dal vivo (questo al di là degli effetti applicati al film in particolare). Di conseguenza è possibile mostrare scene buie dove le zone scure non vengono oscurate completamente, così come scene molto luminose dove il picco massimo non brucia l’immagine. Il mix di tipo di retroilluminazione, picco di luminosità e qualità del pannello rendono l’esperienza HDR ancora più coinvolgente.

Attualmente sono presenti principalmente due formati HDR, cioè l’HDR10 e il Dolby Vision. Differiscono semplicemente per una caratteristica, il primo ha una correzione HDR uguale per tutto il video, il secondo è in grado di gestire i metadati e quindi andare a variare la correzione dell’HDR di scena in scena. Arriverà un’evoluzione dell’HDR10, chiamato HDR10+, capace anche lui di gestire i metadati dinamici (si, bisognerà avere la TV compatibile con l’HDR10+ per sfruttarlo).

Per quanto riguarda le trasmissioni TV arriverà l’HLG, che permetterà di trasmettere un canale sia in SD che in HD, compreso di HDR, in modo da ottimizzare il flusso e permettere di gestire meglio le frequenze.

Attualmente è molto difficile trovare una TV compatibile con tutti questi formati, solitamente quando si parla di HDR si tratta di HDR10, questo perché il Dolby Vision richiede delle royalty da pagare al marchio Dolby per il suo utilizzo (Netflix ad esempio è compatibile anche con il Dolby Vision).

Un altro dettaglio che è indice di una buona esperienza con l’HDR è il picco di luminosità della retroilluminazione, questo valore è espresso in nit e può arrivare fino anche a 2000, ma spesso sulle TV a basso prezzo si trovano valori più prossimi al 400. Un valore ideale sarebbe sicuramente superiore al 1000.

Ingressi video

Arriviamo a questo punto a parlare degli ingressi video, molti di quelli delle vecchie generazioni non sono più presenti sui televisori attuali, entrate come la SCART, il composito, il component, la VGA è difficile trovarli, per via del fatto che è stato tutto orientato all’HDMI, per un motivo principale: la possibilità di gestire tutto con un unico cavo e il HDCP.

Questo ultimo altro non è che un sistema di protezione hardware del copyright, in poche parole tutto ciò che fa da tramite alla visione di un contenuto protetto da copyright deve essere compatibile con lo standard HDCP. Il lettore, il cavo, il televisore, ecc., altrimenti non potrete visualizzare il contenuto.

In realtà la Display Port è sempre stata avanti tecnologicamente all’HDMI, ma si è diffusa esclusivamente sui monitor per PC.

Attualmente la versione più recente di HDMI è la 2.0b (necessaria per l’HDR, già presente con la 2.0a), è stata annunciata la 2.1 ma probabilmente sarà da attendere un paio di anni per la sua diffusione, soprattutto nei televisori di fascia più economica. Ciononostante la Xbox One X attualmente è già compatibile con la 2.1.

Ma perché è importante sapere la versione dell’HDMI delle varie porte?

Bisogna saperlo per capire la compatibilità che una determinata versione permette, dato che una 1.4b permetterà un flusso diverso da una 2.0b, soprattutto in termini di Ultra HD. Non è detto che tutte le HDMI di un televisore abbiano lo stesso standard, può essere che solo una di esse abbia l’ultimo, mentre le altre permettano una versione inferiore.

Dal mio punto di vista bisognerebbe sempre affiancare un amplificatore audio capace di gestire anche il segnale video, in modo da usarlo anche come “hub” per i vari ingressi e poter uscire quindi con un’unica HDMI verso la TV.

Ricordate che l’HDMI è comunque retrocompatibile, esempio se avete una 360 o una PS3 potrete collegarle senza problemi ad una porta HDMI 2.0b. Al contrario collegare una One X o una PS4 Pro ad una vecchia TV con una HDMI 1.4b vi creerà alcune limitazioni (es. risoluzione), senza impedirne però il funzionamento.

Conclusioni

Arrivati a questo punto dovreste avere un’idea un po’ più chiara di cosa compone un televisore e in base a cosa sceglierlo realmente. Avrete capito che è un mondo molto complesso, che ho cercato di semplificare il più possibile, ma che se ben capito può permettervi di sfruttare a fondo la vostra TV.

Sicuramente sono molti dettagli, impossibili il più delle volte da considerare nella loro interezza, anche perché modelli con un buon rapporto prezzo/qualità che racchiudano tutte queste tecnologie sono rari, soprattutto considerando il proprio limite di budget.

Sulla parte audio non mi soffermo in questo contesto, sono un amante degli impianti audio e per me le casse di base sono giusto per vedere la TV, le soundbar non le considero neanche. Un bel televisore ha bisogno di un amplificatore e un set almeno 5.1, altrimenti l’esperienza d’uso non può definirsi completa, dal mio punto di vista.